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venerdì 16 novembre 2012

A tutti gli appassionati della Battaglia delle Egadi, voglio segnalare una mostra che comincerà il giorno 20 novembre (terminerà il 20 febbraio) e si terrà al Museo Whitaker sull'Isola di Mozia (Marsala- Trapani), dal titolo: "I Rostri della Battaglia delle Egadi".

L'esposizione sarà inaugurata alla presenza del Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, il dirigente generale del Dipartimento dei Beni culturali e dell'Identità siciliana Gesualdo Campo, il Presidente della Fondazione Giuseppe Whitaker  Maria Enza Carollo e l'immancabile  professor Sebastiano Tusa, il Soprintendente del Mare e responsabile del recupero dei reperti.

Per saperne di più sulla mostra vi lascio questo link: http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/dirbenicult/areariservata/eventi/eventipubblicati/reportEventi.asp?cod=1657
Se invece siete interessati alla storia dei ritrovamenti dei rostri e degli elmi, rimando a questo link:
http://archeologiaedintorni.blogspot.it/search/label/Guerre%20Puniche

La cerimonia di inaugurazione si svolgerà alle ore 11.


giovedì 19 aprile 2012

Permettemi di usare questo blog per raccontarvi brevemente una storia di arte e passione.
C'era un uomo con una famiglia bellissima, 4 figli e una moglie tanto amata, che aveva un dono: quello di immortalare tutto con grazia e magia.

No, non è una favola, ma la storia di un pittore, decoratore, artista eclettico della città di Trapani, la mia città.
Il Maestro Cristoforo Galia, somparso nel 1987, era innamorato della sua città di Trapani e ne ritraeva bellissimi tramonti, scorci della città, viuzze battute dal vento e tanti altri piccoli ma caratteristici luoghi del paesaggio trapanese. Inoltre ha realizzato e restaurato eleganti decorazioni nei soffiti di case patrizie del trapanese tra cui Palazzo D'Alì e Villa Maria.

Per tutta questa magia che ha lasciato a noi nuove generazioni e come amante della mia città non posso esimermi dal recensire una Mostra Memoriale in suo ricordo.


La Mostra Memoriale è organizzata dai figli del maestro e sarà patrocinata dal Comune di Erice, Comune di Trapani e dalla Provincia Regionale di Trapani.

L'area espositiva sarà composta da 40 quadri e articolata in diverse sezioni: ritrattinatura mortapaesaggi e studi classici, con tecniche che spaziano dall’olio alla tempera, dall’acquerello al cartoncino.

La Mostra Memoriale si terrà: dal 26 al 29 aprile, dalle ore 9 alle 13 e dalle 17 alle 21, presso il palazzo della "Vicaria" in via San Francesco, Trapani.

Invito tutti i trapanesi e non solo a visitare la mostra.

Per maggiori informazioni vi rimando al sito ufficiale dell'artista :http://www.cristoforogalia.it/ e alla pagina facebook: https://www.facebook.com/CristoforoGalia

domenica 11 dicembre 2011


Potrei fornirvi altri succulenti dettaglia ma preferisco fermarmi qui e invitare tutti gli ericini, i trapanesi e gli abitanti delle zone limitrofe a fare un giro per il bellissimo borgo di Erice durante le feste.

Mi rivolgo ancora una volta a tutti quei giovani che dicono: "a Trapani/Erice non c'è niente"... Come vedete le attività e le curiosità da vedere ci sono, iniziate ad aprezzarle!

Se tutto questo non vi interessa, Erice durante il Natale offre la possibilità di ammirare diversi presepi di varia fattura dislocati in varie parti della città. Non dimentichiamo i mercartini con prodotti tipici e tante idee regalo.

martedì 25 ottobre 2011

 La notizia è di qualche giorno fa, risale intorno al 10 Ottobre ed è molto interessante: 
sono stati recuperati i caschi dei legionari e rostri delle navi romane della battaglia navale delle isole Egadi che si svolse al largo di Trapani nel 241 a.C, nella quale i romani sconfissero i cartaginesi, concludenndo vittoriosamente la Prima Guerra Punica.

 La spedizione che ha recuperato i preziosi oggetti è tutta italiana, infatti nelle ultime settimane lo studio coordinato dalla Soprintendenza del Mare della Sicilia e due subacquei, Gian Michele Iaria e Stefano Ruia, ha portato all'individuazione dell'area e infine al recupero dei reperti.

Come si potrà leggere nel prossimo numero di FOCUS (‘Focus’, il mensile Gruner+Jahr/Mondadori diretto da Sandro Boeri)   , Stefano Ruia spiega alcuni dettagli del ritrovamento: “Ne abbiamo visti spuntare due, poi, in un’area di soli 200 metri quadrati, a 75 metri di profondita’, c’erano altri 10 elmi”, “Si capiva che erano romani per la caratteristica punta a ‘pigna’. Non molto distante -aggiunge Ruia- abbiamo rinvenuto un rostro romano, probabilmente della nave su cui erano imbarcati i soldati che portavano quegli elmi”.







Sempre nell'articolo di Focus si possono leggere alcune dichiarazioni di Sebastiano Tusa, Sovrintendente del Mare di Sicilia:

 
 «La nostra ricerca ha avuto origine alcuni anni fa, quando un subacqueo recentemente scomparso, Vincenzo Paladino, mi raccontò del ritrovamento di circa 300 ceppi di ancore allineati lungo un fondale della costa orientale dell’isola di Levanzo» spiega Tusa.
«Consultammo gli scritti dello storico greco Polibio, che, a distanza di circa 70 anni, aveva ricostruito la battaglia nelle sue Storie: aveva raccontato come i Romani, guidati dal console Gaio Lutazio Catulo, attaccarono di sorpresa i Cartaginesi.

Avevano teso un agguato nascondendosi dietro un promontorio di Levanzo e per la fretta di andare all’attacco avevano tagliato le cime delle ancore: proprio quelle ritrovate da Paladino».
 Le fornti storiche riportano che la flotta cartaginese composta da 700 navi doveva rifornire ed essere di sostegno  alle truppe di terra di stanza sul monte Erice, guidate da Amilcare Barca.


«La Prima guerra punica» continua Tusa «come la Prima guerra mondiale, si stava trascinando da anni con scontri terrestri di posizione, sulle colline fra Trapani e Palermo, dove si avanzava solo di pochi chilometri. I Cartaginesi avevano allora armato una grande flotta, al comando dell’ammiraglio Annone, per portare altri rinforzi e farla finita».
 
La sconfitta di Tunisi e sfortunati naufragi come quello di Camarina (255 a.C), non fermarono i Romani che avevano armato 200 veloci quinqueremi grazie ad una sottoscrizione di cittadini.
Annone (comandante cartaginese) fece scalo per alcuni giorni nell'antica Hiera ( Marettimo), nelle Egadi. Il 10 marzo del 241 visto il vento favorevole (vento da ponente), Annone diede l'ordine di salpare per puntare le coste della Sicilia. I Romani, ben informati sui movimenti del comandante cartaginese, fecero arrivare dai prodi di Lilibeo ( Marsala) e di Favignana 350 navi.


I Romani apettarono pazientemente dietro la punta di Capogrosso (estremità settentrionale di Levanzo) pronti all'agguato.


Capo Grosso.


I  Cartaginesi quando li videro era già troppo tardi, anche se le navi romane erano in inferiorità numerica erano meglio armate e più veloci. Le navi romane puntarono contro quelle cartaginesi  e l'attacco fu micidiale: alcune navi romani ruppero i rostri nelle fiancate delle imbarcazioni cartaginesi affondandole, altre si affiancarono alle navi nemiche rompendo tutti i remi di un lato, impedendo così ogni movimento, rendendole ingovernabili; la mossa successiva fu assaltare con il "corvo", una passerella arpionante su cui salivano i fanti. Tutto questo sotto il fuoco delle catapulte che lanciavano anfore incendiarie.



Se l'ultimo ritrovameno è stato fatto da un team italiano non si può dire lo stesso dei fondi stanziati, infatti le ricerche vanno avanti grazie ad un contributo Usa.

Le ricerche subacquee, coordinate oltre che da Tusa da Stefano Zangara, dell’Ufficio progettazione delle ricerche in alto fondale della Soprintendenza del Mare della Regione Sicilia, sono iniziate nel 2006 con il determinante contributo della Rpm Nautical Foundation, una fondazione statunitense che ha messo a disposizione la nave Hercules, dotata delle più moderne strumentazioni per la ricerca subacquea.

Queste ricerche hanno portato alla luce: 6 rostri di navi affondate (di cui due sono cartaginesi, e uno reca la scritta in punico: “Possa Baal (principale divinità cartaginese) fare penetrare questo oggetto nella nave nemica” e quattro rostri sono invece romani: portano iscrizioni latine che ne certificano la qualità).




 
La fine dello scontro vide il fallimento della spedizione cartaginese, il comandante Barca, privo di rifornimenti, consegnò ai Romani i domini cartaginesi in Sicilia. Annone, l’ammiraglio cartaginese perdente, fu giustiziato in patria per la sconfitta.
Onori e tributi  ricevette l'ammiraglio Lutazio, quando tornò a Roma. Inoltre costruì, a memoria dei posteri, un tempio i cui resti sono visibili tuttora a Roma in largo Argentina, di fronte al Teatro Valle.



giovedì 11 agosto 2011



Il monte Erice sovrasta la città di Trapani e lo potete trovare sulla costa più estrema della costa occidentale della Sicilia.  Il monte è alto 715 metri s.l.m. e presenta delle bellissime pinete, che resistono mal grado gli incendi e la speculazione edilizia.

Il borgo mantiene il suo aspetto medievale ma girando per la città si scorgono testimonianze di varie epoche storiche.
Il luogo simbolo dei passaggi delle diverse popolazioni e culture che hanno conquistato la vetta è il magnifico Castello di Venere.


Nella denominazione "Castello di Venere" in realtà sono celate le due nature del sito, importante centro di culto della Dea Venere a fortezza nel periodo medievale.


Iruska per gli Elimi, Erech per i Cartaginesi, Eryx per i Greci e i Romani, fu da sempre legata al culto della Dea Venere.




Potrei parlare per ore del sito e della città ma lo farò con calma dopo le vacanze.

In questo piccolo articolo voglio segnalare la voglia di un gruppo di persone di far rivivere il Medioevo nel piccolo borgo.

 Societas Draconistrarum (Ordine del Drago), questo gruppo di rievocazione storica dal nome altisonante ha conquistato il Castello e quel che resta del thémenos della Dea. Grazie al patricinio del Comune di Erice e della "Fondazione Ericearte", la compagnia ha messo le tende nel cortile dell'antico sito.

Dalle nebbie del tempo potrete vedere ogni mercoledì e sabato uscire dame, cavalieri, arceri... e locandieri che vi porgono un boccale di ippocrasso.

Non è un sogno ...è tutto vero.
La compagnia si è formata nell'ottobre del 2010 e dopo tanti sacrifici e riuscita a farsi strada per le vie del borgo e a far rivivere la storia.

I progetti della compagnia sono molteplici e tutti vertono sull'amore per la storia e per la propria terra, le attività principali sono:

Ricerca Storica, studio dei costumi e delle arti medievali, scherma medievale (1200 circa), tiro con l'arco storico , riscoperta delle vecchie tecniche dell'artigianato e la produzione di cibi e bevande sulla base di ricette medievali.
Per medievale la compagnia intende il periodo Normanno-Svevo, che tanto segnò la storia della Vetta.

Nella stagione 2011 potrete trovarli come ho già scritto tutti i MERCOLEDì  e SABATO dalle 16 alle 19 circa, nel maestosto Castello di Venere.
Nelle due giornate vengono proposti aspetti diversi della vita medievale:

il Mercoledì: "I giovani e il medioevo"  Dal programma della compagnia: " Nelle giornate di mercoledì nel campo militare allestito nel piazzale interno del castello e lungo le vie e le piazze del Borgo i Cavalieri e le di Societas Draconistrarum daranno vita a scene di vita civile e militare"[...]


il Sabato: " Il Castello Vive" . Dal programma della compagnia: " Nelle giornate di sabato è allestito un campo militare nel piazzale interno del castello ove ci saranno in opera cavalieri in esercizion della disciplina della "Scherma Medievale"[...]. Inoltre  [...] la tavola potrà essere imbandita con stoviglieria d'epoca ed i commensali in abiti storici, potranno offrire vino speziato (ippocrasso) agli ospiti visitatori. [...]

Coroncine, cappelli da giullare e tanto altro sarà offerto ai piccoli visitatori, mentre per i più monelli c'è la gogna, dove si possono mettere in posa per una divertens

Chi non hai mai sognato di essere un cavaliere o una principessa?
Un divertimento per grandi e bambini, all'aria aperta e sicuramente un insegnamento per tutti.

Mi rivolgo ai trapanesi annoiati, visitate la pagina di fb del gruppo https://www.facebook.com/societasdraconistrarum.ordinedeldrago , tenetevi informati sulle loro attività e passate un pomeriggio diverso.

Per tutti gli altri lettori posso solo dire venite ad Erice e immergetevi nella sua storia, nella sua cultura, nella sua cucina e nella sua nebbia.

Erice città della Pace e  di Venere vi aspetta!!!














Foto: Clara Annarita Giannitrapani.