sabato 11 febbraio 2012

Nella pagina di "Acheologia e dintorni" su Fb è stato postato il  seguente articolo:

"Spunta pavimento antico stop ai lavori del campanile. Archeologi in campo per valutare i reperti 98,6 metri è l'altezza del campanile di San Marco: quello attuale è stato inaugurato nel 1912 dopo il crollo del 1902
Non chiuderanno per i primi giorni di aprile, e forse nemmeno per fine mese. I lavori di consolidamento delle fondazioni del campanile di San Marco a Venezia, da ieri, si sono bloccati per un ritrovamento archeologico: durante gli scavi sono stati trovati i resti di un'antica pavimentazione con mattoni a spina di pesce, parti di muri dell'Ospizio Orseolo (risalente a prima del 1000) e della sponda del Rio Batario, che attraversava la piazza in senso est-ovest, dalle Procuratie Nuove a quelle Vecchie e che il Doge Sebastiano Ziani, sul finire del XII secolo, volle interrare. «Gli archeologi desiderano valutare la portata dei reperti prima di continuare con i lavori - spiegano dal Consorzio Venezia Nuova - già questa mattina (ieri, ndr) è stato eseguito un primo sopralluogo. Ad occuparsene è stato il dottor Marco Bortoletto, della Soprintendenza Archeologica del Veneto». Ci sarà, insomma, un nuovo timing, che sarà ridefinito nei prossimi giorni con il Magistrato alle Acque. Di certo, però il cantiere non farà armi e bagagli, come invece era previsto, entro due mesi. L'intervento sul campanile sembra non essere giunto alle ultime battute nemmeno questa volta: era stato reso necessario dall'erosione che i pali di legno delle fondamenta avevano subito nel corso degli anni a causa dell'acqua salmastra e dai danneggiamenti alla struttura architettonica legati all'innalzamento del livello del mare, all'acqua alta e alle inondazioni. Ad eseguire i lavori, avviati ormai alcuni anni fa, è il Consorzio Venezia Nuova nella sua qualità di concessionario del Magistrato alle Acque, in stretta collaborazione con la Procuratoria di San Marco e sotto la direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto. Dopo il posizionamento della «cintura» di titanio nel marzo 2011, pensata per bloccare i cedimenti in atto nel campanile e la messa in sicurezza della torre, alta 98,6 metri per 12 metri di lato (e che al momento dell'avvio dei lavori mostrava uno scarto di 7 centimetri), sono iniziate le scoperte archeologiche. Le prime sono venute alla luce nel giugno 2011 quando gli scavi fecero «emergere» dalle fondazioni alcune strutture edilizie legate alla storia della Piazza e riconducibili al periodo che parte dalla fine del XII secolo. In particolare i tre livelli diversi della pavimentazione e la sponda del rio Batario, appunto. Rilevamenti antichi, secondo qualcuno. Mappati più di 30 anni fa dalla Soprintendenza ai beni archeologici veneziana. «Non sono gli stessi reperti - spiegano dal Consorzio Venezia Nuova - durante i lavori delle ultime settimane ne sono stati trovati di nuovi, che pur appartenendo alla stessa costruzione, hanno una superficie più estesa e per questo gli archeologi hanno chiesto di potervi avere accesso diretto per ragioni scientifiche». Continuerà, quindi, anche in maggio l'opera di consolidamento delle fondazioni del campanile, per la quale è stato previsto un costo complessivo di circa 8 milioni di euro."
L'articolo è tratto da:http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&id=93354
La notizia è molto interessante e vi terrò informati.

Colgo l'occasione per ringraziare tutti coloro che mi seguono su Fb e rilancio i link in cui potrete torvarci: https://www.facebook.com/groups/172740142784459/
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venerdì 10 febbraio 2012

Grazie alle indagini condotte dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, alcuni straordinari reperti archeologici appartenenti al patrimonio culturale italiano sono tornati a casa.
Tutti i reperti provenivano da scavi illegali avvenuti nel territorio italiano e poi rivenduti, il loro valore complessivo è stato stimato a circa 2 milioni di euro.
Tra le opere recuperate ci sono due statue che erano state acquistate dalla società statunitense Humana Inc., che le aveva acquistate (non conoscendo la provenienza illegale) da una galleria di New York nel 1984 per esporle nella rotonda della sede centrale a Louisville, Kentucky. Le due statue raffigurano delle divinità, una è stata identificata con la Dea Fortuna  (II sec. d. C.), proveniente da Fiumicino dove era stata rubata nella palazzina ex Opera Nazionale Combattenti, l'altra è una statua femminile panneggiata di divinità (I sec. d. C.) che era stata scavata nel Lazio e poi esportata illecitamente all'estero.
Dal Princeton University Art Museum sono ritornati centosettanta reperti tra oggetti interi e frammenti.
 Tra i reperti più pregiati sono annoverati: un askos a forma di astragalo, 166 frammenti (quattro di un cratere a figure rosse, cinque di rilievi architettonici, un gruppo di 157 elementi architettonici con figure di tori) e due statuette di donna, di cui una che suona un tamburello e l’altra la lira, un pithos a figure rosse e bianche raffiguranti animali. Anche il  Metropolitan Museum di New York ha fatto la sua parte restituendo quaranta reperti archeologici frammentati riconducibili alla collezione privata di un cittadino americano, deceduto.

Un gallerista newyorchese ha restituito spontaneamente (senza che ci sia stato bisogno di intraprenere un'azione rogatoriale) un bronzetto romano del I sec. d.C. conosciuto come la "Venere di San Giovanni in Perareto". Il bronzetto era stato rubato tra il 27-28 agosto del 1962 dal Museo Civico di Rimini, nei mesi scorsi era stato individuato e tornerà presto in esposizione a Rimini.



I due ritorni più curiosi sono: una pergamena antica (costituente un atto notarile del 1603) rinvenuta dal FBI di Chicago nel corso di altre indagini e un corredo funerario in bronzo con oggetti databili tra l'VIII ed il VII secolo a.C.
Il corredo funerario composto da 2 collane, 5 bracciali, 1 fibula e vari pendagli erano in possesso di un artista contemporaneo americano molto appezzato, che ha consegnato il tutto spontaneamente al Consolato Generale d'Italia i NY. L'artista aveva ricevuto i reperti in eredità dal nonno italiano, originario di Offida (Ascoli Piceno). Secondo quanto ha dichiarato l'artista il nonno aveva trovato i reperti arando il suo campo ai piedi di una pianta di olivo e poi se li era portati in America verso la fine dell'ottocento. Il nonno emigrato aveva tenuto con sè quel piccolo tesoro come ricordo della terra lontana, ora il nipote ha restituito tutto allo stato italiano. La notizia di questo bel gesto di rispetto verso la storia del popolo italiano sta facendo il giro della comunità italo-americana e non solo. Si spera che altri discendenti di immigrati in possesso di reperti storici appartenenti all'Italia compiano lo stesso gesto.






Io, invece, mi auguro che anche gli italiani che stanno in Italia restituiscano quello che di prezioso hanno in casa, perchè è inutile nascondere la verità molti sono gli italiani che detengono reperti archeologici in maniera illegale.
La cosa ancora più importante è segnalare il ritrovamento (ovviamente causuale) di un sito archeologico: se durante lavori di costruzione, rifacimento o altro, denunciate la scoperta. Non pensate a : "Oh, no ora mi bloccani i lavori", pensate invece alla vostra storia, alle vostre radici, alla vostra cultura.

So che le mie parole voleranno via con il vento, ma preferisco vedere un oggetto antico che ha "una storia" (di cui conosce luogo del ritrovamento, di cui si sa l'utlizzo e tutte le informazioni che uno scavo legale può fornire) piuttosto che un oggetto antico "anonimo"...anche perchè sarebbe solo un oggetto e non è detto che sia anche bello.


(Le foto sono del Mibac)
Tranquilli non sono impazzita!

MiBaci è il titolo dell'evento del Mibac  ( che avevo già segnalato vedi: http://archeologiaedintorni.blogspot.com/2012/01/nuovo-anno-vecchi-amori-larte-ti-fa-gli.html), per il giorno di San Valentino.


Il 14 febbraio tutte le coppie che si recheranno nei musei e luoghi d'arte statali pagheranno un solo biglietto.
Per invogliarvi a partecipare vi segnalo alcune attività previste in due regioni: Toscana, Puglia. Le attività e iniziative sono tante e tutte molto belle, per ulteriori informazioni consultate la pagina del sito del Mibac:http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_1036025877.html

Toscana:

 Arezzo, Museo Nazionale d'Arte Medievale e Moderna

"Dalle ore 17,30 alle ore 19,30, il Centro Guide di Arezzo presenta, in collaborazione con le Strade del Vino-Terra di Arezzo il progetto “Sorsi d’Arte sorsi d’amore”. Un evento che coinvolgerà i cinque sensi. Colori, forme, parole, profumi e sensazioni saranno il filo conduttore della visita che prevede una scelta di opere dal Medioevo al XX secolo comprendendo la mostra “Vasari a Napoli”, attraverso arte, simboli, curiosità, miti legati all’amore, il tutto accompagnato dalla degustazione di vini scelti per l’occasione"

Puglia:

Trani, Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Bari, Barletta-Andria-Trani e Foggia di Bari
 
"In occasione di San Valentino - Innamorati dell'Arte, nella sala Manfredi del Castello di Trani, alle ore 18.00, avrà l'uogo l'evento: L'amor che move il sole e le altre stelle, secondo il seguente programma: Relazione introduttiva di Angela Tannoia (Dirigente scolastico del L.S.S."Valdemaro Vecchi" di Trani); interventi:Astri nell'arte medioevale pugliese di Margherita Pasquale (Direttrice del Castello Svevo di Trani); Riti di fecondità e calendari di pietra: i megali orientati astronomicamente dell'Italia Meridionale di Vito Francesco Polaro (Società Italiana di Archeoastronomia). La manifestazione sarà conclusa da brevi intermezzi musicali e letture poetiche sul tema a cura degli studenti del liceo Vecchi.
Ingresso di due persone al costo di un solo biglietto, sino ad esaurimento posti."



San Valentino è il protettore degli innamorati...qualsiasi sia l'oggetto dell'amore.
Siglate il vostro connubio con l'arte con il simbolo dell'amore per eccellenza: il bacio.


Allora MiBaci?
Buon San Valentino.