mercoledì 25 gennaio 2017


 Se giochi di ruolo e cacce al tesoro all'interno dei Musei sembravano una cosa da folli, cosa mai potrà sembrare un video gioco all'interno del MANN, Museo Archeologico Nazionale di Napoli?

Probabilmente qualcuno storcerà il naso, ma tanti capiranno l'importanza di questa idea innovativa.

Un'archeonerd come me, che da sempre promuove il gioco intelligente e sostiene che attraverso il gioco si può educare sia grandi, sia bambini, non poteva non adorare questo progetto.

Ieri, 24 gennaio, il MANN, un museo noto per le sue straordinarie collezioni provenienti da Pompei, Ercolano, con la collezione Farnese e quella Egizia, è diventato il primo museo archeologico a produrre un videogame destinato al pubblico internazionale di tutte le età.

Il titolo del videogioco è “Father and Son”, si tratta di un gioco narrativo 2D a scorrimento laterale, che esplora sentimenti quali amore, sogni, paura, attraverso il viaggio di un figlio alla scoperta di un padre archeologo, che non ha mai conosciuto.
Durante l'esperienza il protagonista, che si chiama Michael, attraversa diverse epoche storiche: dall'antica Roma fino alla Napoli di oggi, trasformando un'esperienza personale in una storia universale e senza tempo.
Se vediamo “Father and Son” dal punto di vista del giocatore, ci troveremo ad impersonare Michael che, dopo aver ricevuto la lettera del papà archeologo, si reca al Museo Archeologico Nazionale di Napoli per conoscere di più sulla vita del proprio genitore e sugli insegnamenti che gli ha lasciato.
Il giocatore si troverà ad esplorare le sale del museo e le strade della città partenopea, vivendo storie che attraversano le epoche, ma che presentano costanti riferimenti alla vita attuale.
Inoltre, l'interazione ed il dialogo con altri personaggi, porterà il protagonista e quindi il giocatore, a prendere decisioni che gli consentono di scavare più a fondo nella vita di coloro che ha incontrato lungo la strada. 

 

Una carta vincente nei videogiochi sono la grafica e la musica. “Father and Son” utilizza grafiche dipinte a mano dall'artista Sean Wenham, che ha creato delle rappresentazioni che avvolgono il giocatore e lo trasportano nel tempo e per le vie di Napoli, il tutto accompagnato da una colonna sonora originale, che varia in relazione alle epoche temporali e gli stai d'animo del protagonista.




Ma chi c'è dietro questo progetto?

I contenuti del videogioco sono stati ideati di concerto con il direttore del MANN Paolo Giulierini e con il prof. Ludovico Solima (Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli"), che ha contribuito alla redazione del “Piano Strategico 2016-2019” del Museo, nel quale era stata già indicata l'esigenza di arrivare a nuovi pubblici attraverso la tecnologia e la rete, in una prospettiva di audience engagement, cioè di coinvolgimento attivo del visitatore.
Il progetto è sviluppato da TuoMuseo, realtà internazionale già vincitrice del bando Innovazione Culturale di Fondazione Cariplo per lo sviluppo di soluzione innovative in ambito culturale. Al gioco stanno lavorando diversi specialisti: FabioViola (Electronic Arts Mobile, Vivendi Games Mobile,), Sean Wenham (Ubisoft, Sony), Alessandro Salvati (autore di ADON Project e Anxiety Attack), Arkadiusz Reikowski (compositore delle musiche di Kholat e Layers of Fear).
 
La domanda posta agli ideatori è: perché un video-gioco può essere importante per un museo?

Prof. Ludovico Solima:Innanzi tutto, perché esso rappresenta per il museo un nuovo strumento, in primo luogo di comunicazione, utile quindi ad accrescere la notorietà del Mann, anche a livello internazionale. La visibilità è un aspetto importante, perché se un museo non si conosce, non si può decidere di visitarlo. Non è un caso, quindi, che da subito il video-gioco è stato sviluppato sia in lingua inglese che in italiano. Poi,perché il Mann, nel suo Piano Strategico, si è dato l’obiettivo di raggiungere nuovi pubblici ed il video-gioco rappresenta una nuova forma di contaminazione, che consente sicuramente di intercettare nuove tipologie di utenti, i quali potranno
tradursi, un domani, in nuovi visitatori.

FabioViola (Game Producer e Presidente di TuoMuseo), aggiunge:
In Father and Son due mondi, apparentemente lontani, dialogano per raggiungere, toccare e sensibilizzare il pubblico mondiale sul complesso tema del rapporto tra presente e passato. La storia e le storie prendono vita attraverso una pioneristica esperienza di “storydoing”, un nuovo modo di fare storytelling ponendo al centro il protagonismo ed il coinvolgimento del fruitore.

Per finire le parole del direttore del MANN Paolo Giulierini:
Se si pensa che in tutto il mondo si potrà interagire con i contenuti storici del nostro Istituto e della città di Napoli attraverso questo peculiare strumento, che ormai va annoverato tra le nuove forme d'arte, non si può che essere soddisfatti della nostra disseminazione culturale. Se prima erano le sole mostre a parlare del Mann in molte città estere, ora una straordinariaavventura digitale ci farà dialogare con migliaia di potenziali, nuovi visitatori, amanti dell'arte, studenti, soprattutto giovani: e che sia il Passato ad imbracciare le armi del Futuro la dice lunga sulla nostra volontà di presentarci come un cantiere dove tutto si può sperimentare, in ragione di una visione culturale senz preclusioni o barriere.”




Father and Son” è stato realizzato lingua italiana ed inglese, sarà rilasciato gratuitamente e senza contenuti pubblicitari da marzo 2017, su Apple Store e Google Play. 


 
Per maggiori informazioni potete seguire il progetto dai seguenti link:

sito ufficiale www.fatherandsongame.com
pagina Facebook https://www.facebook.com/fatherandsongame
contatto Twitter  https://www.twitter.com/FatherandSonVG

Buon gioco e buona cultura a tutti voi.

giovedì 21 gennaio 2016

ArcheoMare, di cosa si tratta?
ArcheoMare è un progetto di ricerca archeologica subacquea promosso dall'associazione "L'Uomo e il Mare" (su richiesta della Soprintendenza Archeologica del Lazio e dell'Etruria Meridionale), che ha lo scopo di indagare il sito archeologico sommerso antistante la Villa delle Guardiole, presso Santa Marinella (RM). 

Sotto la direzione del Prof. Giuseppe Fort (responsabile scientifico), dell'ESA Instructor Course Fabrizio Massimi (responsabile tecnico) e dell'associazione "L'Uomo e il Mare" (responsabile logistica e sicurezza),  archeologi, studenti di archeologia, architetti e volontari subacquei partecipano a comporre le squadre che operano sul cantiere archeologico.

Prima di entrare in acqua, i partecipanti saranno opportunamente formati dal Prof. Fort, per quanto riguarda gli aspetti teorici (archeologia,storia, tecniche di archeologia subacquea e tanto altro) e dall'associazione "L'Uomo e il Mare", per gli aspetti pratici (l'associazione è un ESA Scuba Point e ESA Instructor Course Point, pertanto svolge tutti i tipi di corsi, da quelli base a quelli più professionali). 

I corsi di preparazione sono a pagamento e servono per autofinanziare il progetto.

La campagna di scavo, ormai alla seconda stagione, ha come obiettivo la rilevazione, lo studio e la pubblicazione dei risultati della ricerca, attraverso vari strumenti di divulgazione, con lo scopo di valorizzare il patrimonio archeologico e realizzare la necessaria documentazione per sottoporre l'area ad un vincolo di tutela


I corsi e la nuova campagna partiranno a febbraio.
Per maggiori informazioni visitate la pagina facebook https://www.facebook.com/ArcheoMare/  

I progetto AcheoMare ti aspetta!



Per i più curiosi...Il sito di Santa Marinella.

Il sito si trova nello specchio di mare antistante la Villa delle Guardiole (presso Santa Marinella, adiacente al sito di Castrum Novum e Torre Chiaruccia), dove sorgeva un impianto di allevamento del pesce di epoca romana
Oggi le cosiddette "peschiere" sono sommerse dal mare e visibili solo dal satellite o con la bassa marea. 
Le indagini della prima campagna di scavo, effettuati sui resti più vicini alla riva, hanno evidenziato la presenza di di due differenti strutture: la prima di forma rettangolare con un lato corto a forma di arco; la seconda è stata eretta su un precedente rudere di un porto, forse di epoca etrusca e/o attinente alla fondazione del Castrum Novum nel III sec. a.C.
Le dimensioni dell'intera struttura sono di 65x60m, mentre la sola peschiera più grande, divisa internamente in cinque vasche, misura 35x18.6m.
Considerando le tecniche edilizie utilizzate (opus incertum e opus reticolatum), l'impianto è stato datato al I sec a.C., contemporaneamente alla prima fase costruttiva della Villa delle Guardiole.





giovedì 15 ottobre 2015

Il MiBACT comunica nuove assunzioni e nuovi finanziamenti alla cultura.




“Dopo gli anni dei tagli crescono le risorse per la cultura, nuovi fondi per la tutela del patrimonio e i grandi progetti culturali: 150 milioni di € nel 2016, 170 milioni di € nel 2017, 165 milioni di € dal 2018. Il bilancio del Mibact aumenta dell’8% nel 2016 e del 10% nel 2017. La legge di stabilità contiene interventi straordinari e di grande portata per la cultura e il turismo. Si torna a investire e assumere e lo si fa adottando una misura che, in deroga alla normativa vigente, autorizza un concorso per l'assunzione a tempo indeterminato di 500 professionisti del patrimonio culturale. Una scelta di cui siamo orgogliosi e che conferma quanto il Governo Renzi abbia definitivamente invertito la tendenza e torni, dopo tanti anni, a credere nella cultura come leva dello sviluppo del Paese investendo su musei, biblioteche, archivi, cinema, spettacolo e valorizzando il ruolo che ogni singolo cittadino può dare alla tutela del patrimonio culturale". 
Così il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini presenta le principali misure contenute nel testo della Legge di Stabilità varato oggi dal Consiglio dei ministri e inviato alla Commissione Europea. 
Concorso straordinario per 500 professionisti i del patrimonio culturale
“Per assicurare la tutela e la valorizzazione del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione e in deroga alle norme vigenti è stato autorizzato un concorso straordinario per l’assunzione a tempo indeterminato di 500 funzionari dei beni culturali selezionati tra antropologi, archeologi, architetti, archivisti, bibliotecari, demoetnoantropologi, esperti di promozione e comunicazione, restauratori e storici dell’arte. Una misura indispensabile per rafforzare la dotazione organica del MiBACT e introdurre professionalità fondamentali per garantire l’attuazione dell’articolo 9 della Costituzione”.
Art-Bonus stabilizzato e reso permanente al 65%
Viste le numerose richieste e il grande successo riscosso dall’ArtBonus in tutto il Paese, viene resa permanente l’agevolazione fiscale del 65% per le erogazioni liberali a sostegno della cultura. L’Art Bonus riconosce un credito d’imposta del 65% dell’importo donato per il finanziamento di interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici; per il sostegno a istituti e luoghi della cultura pubblici, fondazioni lirico sinfoniche, teatri di tradizione; nonché per la realizzazione, il restauro e il potenziamento di strutture di enti e istituzioni pubbliche dello spettacolo. 
Tutti i numeri dell'Art Bonus saranno presentati la prossima settimana a Roma (22 ottobre, ore 10.30 Auditorium di Mecenate).
Potenziamento del Tax Credit cinema e audiovisivo (+25 milioni di euro)
“Vengono rafforzati i Tax credit a sostegno del settore cinematografico e audiovisivo migliorandone le procedure di applicazione e potenziandone le risorse a disposizione. I fondi per i Tax Credit  sono aumentati di 25 milioni di euro - si passa dai 115 milioni di € del 2015  ai 140 milioni di € nel 2016 con un incremento di +21%. Grazie a questo intervento si rafforza un meccanismo fiscale che sta generando un enorme aumento delle produzioni internazionali in Italia”. 
+10 milioni ogni anno per la promozione turistica del Paese
La nuova  Enit avrà a disposizione 10 milioni aggiuntivi annui per la promozione internazionale del Paese.
+30 milioni ogni anno per Archivi, Biblioteche e Istituti del Ministero
Dopo anni di sacrifici e tagli, finalmente nuovi fondi per il funzionamento di Archivi e Biblioteche – con ingente aumento delle risorse delle rispettive direzioni generali - e per gli Istituti del Ministero (come da tabella). 


venerdì 9 ottobre 2015

Partiamo da una foto





#Uffiziarcheologia Trending Topic su Twitter, 21 settembre ore 10.50.
Cosa vuol dire Trending Topic?  E' un termine inglese traducibile con "tema di tendenza" oppure "argomento popolare, quindi il 21 settembre su Twitter Italia gli Uffizi e l'archeologia erano l'argomento del momento.

Come è stato possibile? E perchè proprio gli Uffizi?

Tutto nasce dal Dipartimento di Antichità Classiche degli Uffizi, che ha lanciato un nuovo progetto di valorizzazione della propria collezione archeologica, che tra le varie iniziative comprende l'utilizzo dei social media per coinvolgere il vasto pubblico della rete.
Il primo evento lanciato sulla rete è stato GoldUnveiled© (www.goldunveiled.it
seguito dal lancio dell'hashtag #Uffiziarcheologia.




Ma cosa è #Uffiziarcheologia e come funziona?
Come già detto, #Uffiziarcheologia è un hashtag,



Tutto questo lavoro ha portato a  GoldUnveiled© (www.goldunveiled.it) e poi al lancio dell'hashtag #Uffiziarcheologia, con lo scopo di attirare l'attenzione dei visitatori, sia reali che virtuali, sul patrimonio archeologico, sia statuario sia architettonico, presenti all'interno della Galleria, un patrimonio spesso dimenticato o poco in luce rispetto alle prestigiose opere d'arte, conosciute in tutto il mondo, che spingono migliaia di turisti a visitare il museo.

 Ma in cosa consiste #Uffiziarcheologia?

Creare un hashtag non è sufficiente per comunicare sul web, ci vuole gente che lo usi. Pur usando nuovi mezzi, il Dipartimento di Antichità non perde mai di vista i contenuti che trasmette e il linguaggio che utilizza, per questo motivo i curatori del progetto, Cristiana Barandoni e Fabrizio Paolucci, hanno pensato di coinvolgere un team di Archeoblogger.


Già, dopo fashioblogger, foodblogger, ci sono gli Archeoblogger! Ma se per la moda o il cibo possiamo fare affidamento sui nostri gusti personali, l'archeologia è un ambito più complesso da raccontare. Per questo motivo, trovo che la definizione data da Marina Lo Blundo sia l'unica da riportare: ma chi sono gli archeoblogger che hanno compiuto l'impresa e che hanno avuto la fortuna di partecipare a due visite a porte chiuse, la mattina (statuaria), ed il pomeriggio (architettura)?


Antonia Falcone, Professione Archeologo (www.professionearcheologo.it)

Astrid D'Eredità, ArcheoPop (www.archeopop.it)

Francesco Ripanti, ArcheoKids (archeokids.tumblr.com/)

Marina Lo Blundo, Generazione di archeologi (http://generazionediarcheologi.myblog.it/)

Silvia Bolognesi, ArcheoToscana (https://archeotoscana.wordpress.com/)

Stefania Berutti, Memorie dal Mediterraneo (www.memoriedalmediterraneo.com/)

Grazie ai potenti mezzi della tecnologia, il giorno dopo l'evento ho intercettato gli archeoblogger (4 su 6) e posto loro alcune domande:

- #Uffiziarcheologia è stato trending topic nella mattinata di ieri, vi aspettavate un risultato simile?

Antonia Falcone: "Dopo il risultato ottenuto con il #dayofarch, diventato trending topic in Italia, il 24 luglio, abbiamo intuito che l'archeologia sui social è in grado di catturare l'attenzione non solo degli archeologi, ma anche degli appassionati. Sì, un po' ce lo aspettavamo, ma non contavamo sul fatto che diventasse tendenza in meno di mezz'ora da quando abbiamo cominciato il blogtour".
Dello stesso avviso è anche Astrid D'Eredità, ma c'è da dire che Antonia e Astrid sono delle grandi twittatrici di contenuti archeologici e non solo, sono abituate a partecipare ad argomenti che diventano tendenza, un po' meno lo è Marina Lo Blundo, che infatti ammette: "Io sono abituata a numeri minori, rispetto ad Astrid o Antonia, per cui il trending topic è stata una bella sorpresa". 

Ma la sorpresa di per tutti, è stato l'interesse che i media hanno avuto riguardo l'evento, è proprio Marina a sottolinearlo: "#Uffiziarcheologia non ha avuto successo solo sui social, ma ha avuto una popolarità di ritorno sui media. Un servizio su Skytg24, tg nazionale a tutti gli effetti, può avere ricadute importanti sul pubblico che ancora non conosce la categoria degli archeblogger, ma che ormai ha imparato a conoscere attraverso i canali tv i foodblogger o i travelblogger. Se passa il messaggio che esistiamo come categoria, acquistiamo popolarità, possiamo finalmente riuscire ad uscire della nostra cerchia di utenza".

Condividiamo pienamente il pensiero di Marina, l'archeologia raccontata da chi conosce la materia, ma attraverso i nuovi sistemi di comunicazione, sono la chiave per avvicinare i non addetti ai lavori al patrimonio storico-artistico del nostro paese.
Un fruitore più consapevole vuol dire più tutela e più rispetto, non solo verso il bene culturale, ma anche verso la figura dell'archeologo, di cui spesso non si comprende l'utilità sociale. 

Passiamo alla seconda domanda:

- In quale museo vi piacerebbe rifare la stessa esperienza e perchè?

Asrtid: " Sogno un' invasione social al Museo Nazionale Archeologico di Taranto, che poi è il posto in cui da piccolissima mi sono innamorata dell'archeologia. Liberi di girare tra le sale e di fotografare e raccontare attraverso gli oggetti la storia di Taras e Tarentum, sconosciuta ai più. Mi auguro che con il nuovo corso e la nuova direttrice sia finalmente possibile portare il museo davvero su tutti i social utili, e con una strategia professionale, per aprirlo finalmente al mondo. 

Marina: "Mi piacerebbe non tanto un blogtour in un museo, quanto piuttosto in un'area archeologica o in parco archeologico, per far parlare quei "4 sassi", che spesso non dicono nulla a chi li calpesta, ma che in realtà sono ciò che resta di una città antica. Sarebbe bello anche un tour de force in siti collegati tra loro, ma se proprio dovessi scegliere un museo, mi piacerebbe il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che non ancora avuto l'occasione di visitare, ma del quale riconosco la fama della sua collezione. Sarebbe bello se i blogtour o invasioni social diventassero una pratica diffusa presso i musei, che potrebbero davvero investire, praticamente a costo zero, in un'operazione di promozione e di comunicazione di questo tipo."

Francesco Ripanti concordando con il discorso di Marina, aggiunge: " Un'altra idea possibile, sarebbe quella di un blogtour in vari musei contemporaneamente, trovando connessioni tra pezzi esposti in diverse collezioni, scattando foto per trovare affinità e differenze tra i vari contenitori e via dicendo, sarebbe fantastico!

Sicuramente sarebbe qualcosa di unico, una rete nella rete, che parla di archeologia, ha ragione Francesco, "sarebbe fantastico!". 

Antonia: " Marina mi ha bruciato la risposta sul Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ci sono capitata sempre nei giorni di chiusura e sfortunatamente non l'ho ancora visitato. 
Se potessi scegliere (volo altissimo), mi piacerebbe un blogtour al Museo Egizio di Torino, ma declinato come un "dietro le quinte": dialogo con i curatori e il direttore, per farci raccontare come sono riusciti a costruire una narrazione museale che ha portato il Museo ad essere uno dei più visitati, dopo la riapertura".

A "volare altissimo", non è solo Antonia, non vi nascondo che se avessi risposto alla mia stessa domanda, anche io avrei detto Museo Egizio di Torino. Quindi (illudendomi che il direttore de Museo Egizio possa leggere questo articolo) mi rivolgo al Dr. Christian Greco, se l'idea le piace, io, Antonia e gli altri archeoblogger siamo già sul treno che va a Torino. 

Tornando con i piedi per terra, potrei dirvi che mi piacerebbe fare un blogtour nel Museo Agostino Pepoli di Trapani, perchè un po' come è stato per Astrid, anche per me è stato il luogo dove mi sono innamorata dell'archeologia, della storia e dell'antico. 

L'ultima domanda l'ho posta a Cristiana Barandoni, che come detto all'inizio, insieme a Fabrizio Paolucci cura #Uffiziarcheologia: 

- Ci saranno altri appuntamenti con #Uffiziarcheologia?

Cristiana: " La giornata di #Uffiziarcheologia è stata solo quella di presentazione, da ora in avanti saranno numerose le iniziative per la promozione della collezione archeologica. Stiamo valutando altre collaborazioni e una implementazione del progetto".


Che dire, se questa è stata la partenza non vedo l'ora di vedere il resto.
 Buon lavoro a #Uffiziarcheologia e agli archeobloggers.


Gli archeoblogger, foto Marina Lo Blundo


sabato 24 gennaio 2015

In questo strano sabato, tra raffreddore, codice HTML del blog (che sto cercando di migliorare) e nuove politiche di Facebook (abolizione dei profili che non sono persone fisiche), che mi porteranno a chiudere il profilo e ad aprire una nuova pagina (sempre per Archeologia e dintorni), mi sono imbattuta in due diversi modi di vivere e comunicare la cultura.

Il primo modo è quello del nuovo sito internet lanciato dal Mibact, creato per raccogliere gli eventi che si terranno durante l'Expo di Milano 2015, dal nome VeryBello...il sito si chiama così http://www.verybello.it/

Il sito è una versione beta,  fino a questa mattina si presentava con un banner (parte alta del sito) con scritto "Very Bello" e come sfondo l'Italia vista di sera dallo spazio.
Dico fino a questa mattina, perché ho provato a caricarlo mentre scrivevo questo articolo (19.45) e la grafica è un po' saltata (ho provato anche ad altre persone e hanno riscontato lo stesso problema).




Direte voi "è una versione beta, ci può stare!" (o forse è perchè si poggia su un server condiviso, suAruba).
Proseguiamo.

Il sito si presenta come un elenco di eventi culturali, tutto interamente in lingua italiana.

-Pro: ordinato (è un buon elenco), gli eventi sono georeferenziati (c'è una cartina che indica il luogo, così un turista può trovarlo subito...se comprende l'italiano e se il posto indicato è corretto).

-Contro: Se il sito è stato creato sopratutto per i turisti stranieri, in questa maniera non funziona. Ci vuole la traduzione in Inglese (per cominciare).
Il Ministero dice che le traduzioni arriveranno, allora perché tanta fretta nel lanciare questo prodotto?
Penso che una versione beta Italiano/Inglese sarebbe stata più completa.
Inoltre sarebbe il caso di evitare contenuti accessibili solo agli addetti ai lavori  e forse neanche a loro (vedi foto sotto).



-Utilità: Sul primo post del sito leggiamo,
"Tutta la ricchezza dell'offerta culturale italiana da maggio a ottobre 2015"

Questa frase mi ha fatto pensare che gli eventi segnalati in qualche modo coinvolgessero l'Expo o il Ministero,  insomma pensavo a qualcosa di celebrativo per unire l'Italia in un'unica grande festa.

Invece non è così. Il sito è un contenitore di segnalazioni di attività altrui, gli eventi sono stati realizzati senza la partecipazione diretta dell'Expo o del Mibact.
In poche parole sono associazioni, proloco, teatri ecc, che quando fanno l'evento devono segnalarlo a VeryBello (ancora non so come, il sito è momentaneamente privo di contatti) e i Verygestori del sito fanno il post con link e mappa google.
Questo vuol dire che se non arrivano segnalazioni il sito non viene implementato?

Però c'è il banner!
Il banner lo puoi scaricare e utilizzare liberamente, puoi metterlo sul tuo sito, puoi entrare nell'elenco degli amici di VeryBello!

Il banner di VeryBello è stato inviato a più di tremila siti che si occupano di cultura e turismo e potrà essere utilizzato liberamente. La piattaforma VeryBello può essere ospitata sul web. Tutti coloro che linkeranno il banner di VeryBello potranno inviare la segnalazione dell’avvenuta pubblicazione all’indirizzo emailinfoverybello@beniculturali.it e saranno inseriti nella pagina degli amici di VeryBello del sito del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. 


Per finire vi mostro un video VeryBello e spero che il contenuto sia per voi #VeryBello, perché per me è #BeddruVero! ( traduzione BelloVero).


https://www.youtube.com/watch?v=WUcKnLdmXNQ

P.s Per questo progetto sono stati spesi 5 milioni di euro (vedi http://www.ilsecoloxix.it/p/cultura/2015/01/24/ARFeU5HD-franceschini_promuovere_verybello.shtml)


-------Secondo modo di vivere la cultura-----

Per il secondo modo di vivere la cultura basta un hashtag, #invasioniDigitali!

Questa iniziativa è tanto famosa che non ha bisogno di presentazioni  (per chi ancora non sa di cosa si tratta rimando a questo link http://www.invasionidigitali.it/it  oppure all'articolo di questo blog http://archeologiaedintorni.blogspot.it/2013/04/invasionidigitali-come-conciliare-musei.html).

Archeologia e dintorni ha avuto il piacere di partecipare all'invasione del Castello Grifeo di Partanna (vedi foto sotto) ed è stata una bella esperienza.




Se dovessi definire #InvasioniDigitali, direi che è un modo per sentire il bene culturale veramente nostro.

La comunicazione dell'evento è ben studiata, chiara, social (a partire dal nome dell'evento) e il sito ha anche la versione inglese!
Facile ironia a parte, volevo condividere con voi il video che pubblicizza la prossima edizione di #InvasioniDigitali che si svolgerà dal 24 aprile- al 3 maggio 2015 in tutta Italia.


Dopo questo video non penso ci sia altro da aggiungere.

Come avete visto, ci sono diversi modi di parlare di cultura, ci sono diversi approcci, quello di chi non si vuole veramente impegnare (sprecando risorse) e quello di chi ci mette tutto, tempo, testa, cuore e professionalità.